Trasferimento Blog

Il mio blog principale si trova da anni ormai su Tumblr, al dominio cristianaformetta.com
Ma come spesso succede quando si usa Tumblr, il blog col tempo era diventato un’accozzaglia di contenuti, foto e link senza nessun filo logico. Così ho deciso di fare una bella pulizia, svuotare il vecchio blog e trasferire questo su Tumblr.
Il risultato è un blog gotico-erotico pieno di libri e film che finalmente rispecchia la mia personalità. Perciò da oggi mi trovate qui, all’indirizzo www.cristianaformetta.com

See you soon.

Urban Fantasy: Valerie Sweets – La gente mi chiede perché bevo

“La gente mi dice «Smetti di bere o ci resterai secca!». Se solo sapessero cosa devo affrontare, saprebbero che ho ben più possibilità di essere uccisa da altro, non da degli stupidi e innocui alcolici, che non mi hanno mai fatto male. O quasi.”

Dura la vita per Valerie Sweets, tenente nella Polizia di Cold Hill che ogni giorno deve tenere a bada criminali e maniaci. È proprio per questo che beve, e tanto: per dimenticarsi delle pallottole, sparate e ricevute, e per cacciare via i fantasmi. Ed è proprio al Rusty Bar, il posto dove ama sbronzarsi, che inizieranno le grane serie per Valerie, che stavolta non si troverà contro i soliti scagnozzi e gangster, ma un nemico ben più temibile…

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A Field In England: una micro recensione in 3 punti

Finalmente ho visto A Field In England di Ben Wheatley ma non ci ho capito quasi niente, ad eccezione che:

  1. I funghetti allucinogeni SONO IL MALE e possono trasformare un angelo nel più cattivo dei demoni, specie se c’è di mezzo la guerra civile (il film è ambientato nel 17° secolo) e un fantomatico tesoro nascosto proprio nel mezzo di un campo di battaglia.
  2. Reece Shearsmith, che conoscevo a adoravo già ai tempi della dark comedy Psychoville, qui è un mostro di bravura nei panni del codardo Whitehead. Perciò se qualcuno di voi lo ha trovato inquietante nel ruolo di Mr. Jelly, il clown con l’uncino di Psychoville, farà un balzo dalla sedia a vedere la sua faccia strafatta mentre vaga tra i campi inglesi.
  3. Qui la trama è solo un optional, perché tutto il film è un gran bel trip lisergico in bianco e nero.

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The Banshee Chapter e la ricetta del mappazzone


Non avevo molta voglia di vedere l’ennesimo horror girato con l’espediente del mockumentary, ma ho cambiato idea quando ho letto che dietro The Banshee Chapter c’era Zachary Quinto, per la prima volta nei panni di produttore. Per capirci Zachary Quinto prima di assurgere all’olimpo di Hollywood e di tutte le fandom gay ispirate a Star Trek si è fatto una bella gavetta con Heroes e American Horror Story, perciò mi sono fidata. Ho fatto bene? Insomma, diciamo che poteva anche andarmi peggio. Poteva scoppiare la caldaia e mandarmi a fuoco casa, per esempio.

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Manicomi e altri luoghi dell’orrore: Asylum Blackout VS Entity

Nei film horror più recenti i manicomi e le prigioni hanno preso il posto dei luna park e delle case stregate, location tanto amate negli anni ottanta ma oggi un po’ fuori moda, nonostante il successo di pellicole come The Conjuring – L’Evocazione. Gli espedienti per metterci paura però sono sempre gli stessi: entità più o meno demoniache e maniaci che si nascondono negli angoli bui. Tutte cose che ritroviamo in film come Asylum Blackout (2011) e Entity (2012), pellicole che puntano tutto sull’adrenalina e sulla suspance, piuttosto che sugli effetti speciali.

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